Psicologia Scolastica
Modalità d'intervento
Una volta che si è messa a punto una mappa sufficientemente chiara del problema e delle sue implicazioni, si può progettare un intervento.
Progettare l’intervento significa scegliere quali modalità e protocolli possono rispondere meglio alle esigenze ed alla situazione.
Ci sono moltissimi modi per rispondere ad una problematica e non è possibile identificare in maniera meccanica e predeterminata cosa andrà fatto.
È tuttavia possibile riassumere le principali modalità di intervento che solitamente si possono mettere in atto, in base agli aspetti di cui tenere conto primariamente.
Formazione
La formazione merita un’attenzione particolare perché è una delle modalità più versatili e con più applicazioni.
Formare significa principalmente 2 cose:
- formazione noetica: fornire in maniera fruibile un corpus di conoscenze teoriche e/o metodologiche del tutto o parzialmente sconosciute (o frammentarie) ai destinatari della formazione;
- training / apprendimento a bottega: significa stendere un percorso per sviluppare particolari abilità e/o migliorare le performance dei destinatari in queste abilità.
Percorsi di formazione completi prevedono un utilizzo di entrambe le modalità ma è utile distinguerle perché non sempre sono entrambe necessarie.
In base alla situazione un intervento di formazione può limitarsi ad un breve aggiornamento accademico oppure può servire soltanto a migliorare o sviluppare delle competenze su cui si è già informati.
Interventi sugli elementi innovativi:
- Interventi di valutazione: quando un fenomeno è nuovo si può progettare un primo intervento di vera e propria indagine, mirato a comprendere più a fondo dimensioni e qualità del fenomeno. Analisi funzionali, uso di test e misurazioni varie possono essere comprese in questi interventi, ma anche osservazioni e valutazioni qualitative.
- Formazione: si interviene per formare quegli elementi del sistema che sono a contatto con la novità. Può essere un semplice lavoro informativo di aggiornamento oppure un training per sviluppare nuove capacità per fronteggiare la situazione.
- Consulenze di processo: si intende con questo un ciclo di consulenze che puntano a ripensare le prassi organizzative per trovare nuove soluzioni e nuove modalità di gestione delle attività del sistema. Sono utili soprattutto con problematiche macrosistemiche e possono comprendere l’uso di gruppi di brainstorming o focus group, interviste a rappresentanti dei sottogruppi, uso di test.
- Percorsi di integrazione / mediazione: sono interventi più diretti sul campo. Solitamente indicati quando la problematica è di livello micro o meso-sistemico, quindi le novità abbastanza circoscrivibili. Si creano dei percorsi di mediazione (secondo modalità da valutare in base al caso) a piccoli o grandi gruppi in cui far confluire mano a mano tutte le parti interessate. In certi casi può essere utile coinvolgere educatori e/o mediatori culturali.
Interventi sulle dinamiche relazionali:
Qui si intendono anche le problematiche di deterioramento delle prassi preesistenti: qualsiasi prassi di lavoro è un insieme di comportamenti sociali, un insieme di dinamiche relazionali.
Vale la pena sottolineare tre dimensioni su cui facilmente può focalizzarsi l’intervento.
- Dimensione comunicativa;
- Gestione dei conflitti;
- Emozioni.
Queste tre dimensioni sono naturalmente fra loro correlate: lavorare sulle emozioni significa gestirle e comunicarle; lavorare sui conflitti significa usare le giuste strategie per comunicare e gestire i correlati emotivi; lavorare sulla comunicazione significa comprendere le valenze emotive ed i bisogni da esprimere.
Interventi indiretti
- Valutazione: similmente a quanto già detto, anche in questi casi può essere opportuno progettare un momento valutativo che esamini più a fondo il problema e fornisca un quadro più chiaro, prima di passare ad interventi più diretti. Le tecniche di valutazione possono essere di molti tipi, su piccole o grandi porzioni del sistema.
- Formazione: in questo caso la formazione assume molto più spesso l’assetto del training, ma non esclusivamente. La formazione può essere fatta sulle classi, alcune o tutte, sul personale o su gruppi misti.
- Sportelli d’ascolto: benché questo nome dal sapore burocratico sarebbe meglio sostituito da “spazio d’ascolto” o “spazi d’accoglienza/consulenza” sono comunque la modalità meglio conosciuta e più diffusa di intervento sugli aspetti psicologici all’interno di una scuola. Possono essere intesi come interventi sia indiretti che diretti perché solitamente sono aperti all’intero istituto anche se possono essere istituiti a partire da singoli casi da prendere in carico e sui quali intervenire.
Interventi diretti
- Percorsi di consulenza: utilizzabili soprattutto su casi microsistemici, dove singoli o individui o piccoli gruppi sono coinvolti. Questa consulenza può utilizzare tecniche di vario tipo a disposizione del professionista ma è generalmente finalizzata ad intervenire sul problema individuato con gli attori più strettamente coinvolti.
- Interventi di gruppo: a livello mesosistemico la formazione è l’intervento indiretto più utilizzato ma in alternativa si possono progettare dei percorsi di gruppo che affrontino più apertamente e direttamente la problematica. Circle time, focus grups, giochi psicologici, gruppi di riflessione, psicodrammi, mindfulness, parent training etc.. sono fra le tecniche utilizzabili sia con gruppi classe, che con il personale scolastico, genitori o gruppi misti.
- Sostegno alla didattica: può prevedere l’inserimento di educatori o comunque di figure aggiuntive che si affianchino durante la didattica per un periodo di tempo da definire, con l’obiettivo di fare una mediazione per unire gli aspetti relazionali con le esigenze didattiche.