Rosario Cunto al Microscopio

Un’analisi secondo il modello del multistrato complesso

In virtù della collaborazione esistente fra l’Associazione Psicologi in Contatto Onlus e l’Associazione Culturale Arteteca, ideatrice e promotrice delprogetto Cunto sulla creatività urbana nel quartiere orientale di Napoli e che si è sviluppato fino alla creazione di un social naming chiamato appuntoRosario Cunto; viene di seguito pubblicata una analisi (redatta in forma divulgativa) del progetto stesso, a cura degli esperti di Psicologi in Contatto.

Buona lettura!

 

A cura di Salvatore Rotondi, Federico Pone, Sabrina Acampora

“Rosario Cunto” è espressione mitopoeitica del progetto promosso da Arteteca, associazione culturale italiana specializzatasi nei processi di valorizzazione della creatività urbana. CUNTO (Creatività Urbana Napoli Territorio Orientale) in napoletano significa “racconto”, narrazione sociale, un’opera di riqualificazione urbana e sociale svolta per temi, figure e colori, con la concreta partecipazione della comunità giovanile. Il territorio beneficiario dell’intervento (VI Municipalità di Napoli), conta: centinaia di case popolari in quartieri sovrappopolati; elevato tasso di dispersione scolastica; disoccupazione; infiltrazioni camorristiche nel tessuto sociale. CUNTO è divenuto allora una storia a centinaia di voci, realizzata attraverso la creatività urbana, un mezzo flessibile che permette processi ideativi (ricerca e pubblicazione di contenuti), pratici, educativi, inclusivi, espressivi (emersione del talento sommerso) e sociali (opere in comunità). Il progetto ha inteso stimolare la rilettura cosciente e l’esperienza espressiva dell’ambiente urbano da parte delle giovani generazioni che lo abitano e che lo vivono.
È per definire uno spazio di pensiero contenitivo (narrazione del sogno) sull’intero progetto che i suoi ideatori hanno richiesto all’Associazione “Psicologi in Contatto Onlus” una analisi dell’ente transpersonale “Rosario”, attraverso l’applicazione del modello “Multistrato Complesso” (Margherita, 2012).

Un gruppo di soggetti, un soggetto di gruppo. (enti)

L’esperienza di Rosario Cunto si focalizza su un soggetto gruppale1 dalle caratteristiche post-moderne. Solitamente il gruppo è uno strumento di lavoro (lavoro di gruppo/lavoro in gruppo); in questo caso l’azione mira anche alla formazione di una gruppalità a forte connotazione identitaria. I ragazzi si connettono fino a generare un soggetto plurimo, a cui è stato attribuito un nome2, di cui ognuno può sentirsi compartecipe. Ogni ragazzo, con i suoi talenti e realtà specifici, può rappresentare un singolo organo di “Rosario” (chi dipinge ne è le mani, chi canta ne è la voce, chi scrive ne è la memoria etc..)3 ma al contempo ognuno di loro è “Cunto” nella sua totalità. Tale processo introiettivo dona forza ai ragazzi quando sono “soli”; è il Rosario che si portano dentro (o simbolicamente al collo4) a diventare quell’elemento protettivo e propulsivo che permette a ciascuno di andare avanti conservando il legame con gli altri.

La complessità post-moderna di Rosario Cunto concerne anche le sue interazioni con altri soggetti plurali coinvolti in una rete di collaborazione più ampia; enti proponenti, ora finanziatori, ora istituzionali che assumono nei suoi confronti funzioni genitoriali, di sostegno, di cura, di riconoscimento.

Spazi itineranti: dov’è Rosario? E dove va? (campi)

Rosario è anche un luogo-contenitore. Lo si può immaginare come una cellula, collocata all’interno degli spazi della città psicotica, con una membrana che crea uno spazio protetto tra il virtuale ed il reale, il mentale ed il fisico, l’emotivo ed il pratico.
Nella prima fase, il progetto funge da incubatore-utero dove Rosario è accudito dai genitori: l’Ente Circumvesuviana s.r.l. fornisce la “culla” fisica, il centro che farà da sede accogliendo operatori e ragazzi; la Fondazione Vodafone Italia, fornisce nutrimento economico per il gruppo; l’Associazione Arteteca, svolge una funzione maieutica attraverso gli operatori che hanno lavorato e collaborato con i ragazzi coinvolti, portandolo alla maturità verso la “nascita”.
Nella seconda fase “Rosario” si trasforma, cresce ed esplora il mondo. La staticità diviene dinamicità. Cunto si propone come luogo-ponte protetto traghettante i ragazzi dalla periferia al centro e ritorno. È qui che Rosario incontra il Rotary Club Napoli Est, una istituzione che valorizzerà la sua evoluzione, mettendolo in contatto con i suoi fratelli, ovvero quei pari già affermati (rapper e street artists) e quelli che solo ora stanno iniziando lo stesso viaggio. Rosario è ora un esempio, un fratello maggiore includente le nuove generazioni, che potrà contenere e curare per fare egli stesso opera maieutica.

La forza di Rosario. (energie)

La forza di Rosario sta nella sua capacità di esprimere realtà diverse aggregandole insieme per creare qualcosa di nuovo.
Le energie per il cambiamento sociale devono riflettersi in ogni livello della realtà complessa. Per questo l’energia materiale (la sede fisica) e l’energia economica (i fondi erogati), vanno combinate con altre energie aggreganti sul livello sociale ed emotivo. È l’investimento emozionale verso il gruppo, il progetto (prodotto) e la città, che ha permesso la trasformazione dei vissuti (funzione alfa e gamma), individuali e collettivi.
Questo vortice creativo può farsi carico dei fantasmi sociali intergenerazionali elaborandoli e trasformandoli. Rosario eredita dal suo contesto sociale l’immagine di un mondo grigio, depresso, sconfitto dall’ineluttabilità del limite e dell’impotenza. Rosario tuttavia mette insieme dentro di sé quegli stimoli positivi che incontra e le speranze dei partecipanti al gruppo (e delle istituzioni che credono in lui).
L’elaborazione di Rosario lo porterà a consapevolizzare i propri limiti trasformandoli in confini capaci di provocare il desiderio che mobiliterà energie, legami e competenze per compiere l’opera di attraversamento.

Rosario: un Vero Mito. (simboli e linguaggi)

“Rosario” agisce, pensa e ripensa a se stesso, racconta continuamente ciò che fa. Cunto da’ conto di se stesso a se stesso, ai suoi pari, ai suoi genitori ed alla società. È l’esperienza immaginaria e reale di un ragazzo della periferia di Napoli che nasce, cresce per cercare la propria strada e superare gli aspetti avvilenti del mondo presentatogli. 

“Rosario” è un mito, sogno collettivo, ma è anche un’esperienza reale e concreta, che si incarna nelle vite dei ragazzi del progetto. Sono loro a fornirgli elementi e spunti per la co-costruzione di questo “eroe” contemporaneo, post-moderno. Il racconto di “Rosario” ha tutte le caratteristiche degli eroi classici che nascono nel Caos, discendono negli Inferi e riemergono portatori di Speranza. Il suo essere “speciale” deriva unicamente dalla sua umanità, dalla capacità di preservare i propri “colori interiori”, a differenza di chi introietta il grigiore del mondo disumanizzato e psicotico della città senza confini.

La post-modernità di Rosario supera la classicità dei miti antichi e lo individua come un racconto incarnato, nato non solo da un sogno di speranza ma da una raccolta di esperienze reali, frammentate e sparse in una molteplicità di individui, riconnesse e pensate dal legame sociale, protette e custodite dai contenitori istituzionali, espresse e raccontate dall’arte.

  1. Il Multistrato Complesso Glossario della teoria del Multistrato Complesso, dal link
    http://www.thecomplexmultilayerset.com/index.php/glossario/multistrato-complesso
  2. Questa scelta di “social naming” pone l’esperienza in continuità con altre esperienze come quella del collettivo Wu-Ming o i matematici del Bourbaki, esitando anche nella pubblicazione di lavori, dall’audiovisivo all’editoria, firmati “Rosario Cunto”.
  3. L’Occhio della Mosca Glossario della teoria del Multistrato Complesso, dal link
    http://www.thecomplexmultilayerset.com/index.php/glossario/occhio-della-mosca
  4. Nella liturgia cattolica, il “rosario” è una collana che raccoglie numerosi grani utilizzati per scandire uno specifico gruppo di preghiere.

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