Una Scuola di Con-Tatto

Esperienza di costruzione di un setting multistrato per ascoltare il caos

In “La Città Psicotica“, (a cura di) D’Angiò A, Margherita G., Mazzoleni D., Guida Editori, Napoli, 2016

Committenza ed analisi del contesto

Nel maggio del 2012 una istituzione cittadina, la presidenza della II Municipalità di Napoli, invitava ad un tavolo di discussione l’associazione Psicologi in Contatto ONLUS. L’incontro verteva sulle difficoltà da parte della scuola secondaria di primo grado “Michelangelo Schipa”, afferente all’I.C.9 “Cuoco-Schipa”,

situata sul confine di due quartieri che ci sono stati descritti come affetti da problemtiche fortemente conflittuali, basate su molteplici elementi di forte diversità (di identità culturale, condizione socioeconomica etc..) che sfociano in diffidenza reciproca. Questi quartieri furono accorpati nel 2006 dal riordino amministrativo delle municipalità.
Secondo una rilevazione del MIUR del 20051, il territorio è risultato complessivamente carente di spazi verdi attrezzati, centri sportivi, soprattutto pubblici; le poche associazioni culturali presenti non risultano sufficienti a svolgere adeguata opera di sostegno alle esigenze degli abitanti, né attività culturali e sportive tali da garantire la formazione socio-educativa dei preadolescenti. Fino al 2005 l’istituzione scolastica ha rappresentato l’unico punto di riferimento per famiglie e ragazzi; col passare degli anni la scuola pare abbia acquisito una fama negativa, un impoverimento ed una svalutazione da parte del territorio (confermata poi da interviste fatte ad un campione di abitanti) attribuiti all’aumento di alunni provenienti dal quartiere “basso”. Fu così condivisa l’idea di avviare un progetto di rilancio e riqualificazione dell’immagine dell’istituto e della sua funzione di punto di contatto fra queste realtà cittadine scisse.


Michelangelo Schipa

Contratto e costruzione del setting

L’Associazione Psicologi in Contatto ONLUS e l’I.C. scolastico, hanno dunque avviato una collaborazione sinergica al fine di incrementare e potenziare i servizi dell’Istituto, facendone un centro d’eccellenza ed uno snodo, una barriera di contatto capace di riconnettere un territorio in cui si incontrano/scontrano nuclei di identità culturali stravolti dalle rivoluzioni burocratiche amministrative. L’alleanza esita, il 16 Luglio 2013, nella stipula di un protocollo d’intesa della durata di 3 anni che metterà l’istituto “in analisi” prevedendo un impegno di ambo le parti per la promozione, lo sviluppo e la rimodulazione continua della proposta progettuale avanzata dall’Associazione. L’azione sarà ripartita su moduli d’intervento a complessità crescente, che richiedono investimenti sempre più ampi, attivabili qualora il legame fra gli enti riuscisse a mobilitare le potenziali energie aggreganti di tutte le realtà territoriali.

Strumenti per l’ascolto collettivo ed elaborazione dei transfert istituzionali

L’azione volge alla creazione di uno spazio di pensiero istituzionale verso un empowering dell’istituto stesso, per affrontare le inevitabili criticità cui si andrà incontro disinnescando impasse debilitanti.
Nella fattispecie l’Associazione si è impegnata a portare avanti un’attività pro-bono di Sportello d’Ascolto, attivo Martedì e Mercoledì sulla scuola media, mentre il Giovedì sulla sede centrale (scuole elementari); una start-up progettuale ed indagine/intervento di basso impatto con questi obiettivi:

  • collaudare e rinforzare la sinergia fra il gruppo degli operatori e l’istituto scolastico, nelle sue componenti sistemiche (dirigenza, docenti, personale ATA, studenti) individuando eventuali criticità;
  • ascoltare, esplorare ed analizzare i bisogni emergenti dal contatto con la realtà dell’Istituto, per elaborare e concordare, con dirigenza e docenti, eventuali interventi di risposta su cui investire con maggiore intensità;
  • verificare il grado d’interesse ed il tipo di risposta dell’utenza generale all’ingresso degli operatori nell’Istituto;
  • fornire, attraverso la tecnica dell’ascolto attivo, una prima forma di intervento contenitivo basilare per le eventuali angosce e malesseri intercettabili tramite lo sportello e fornire il supporto possibile al corpo docenti, laddove necessario, per l’elaborazione e l’adeguato reindirizzo delle criticità emerse.

Venivano svolte periodiche riunioni di equipe fra operatori (i dottori Nicola Caruso, Nunzia Costanzo e Mariangela Sarpo) e progettisti (i dottori Chiara Carlomagno, Giancarlo Crispino e Federico Pone), per la continua rielaborazione ed analisi di vissuti, dinamiche inter-istituzionali e transfert sincronici spesso fortemente esplosivi. Occasionalmente si sono svolti inontri di confronto e restituzione con il corpo docenti od alterntivamente con la Preside del Comprensivo.

 

Analisi quantitativa

Sono stati raccolti un totale di 42 colloqui individuali svolti presso lo sportello così ripartiti: 24 studenti, 5 genitori, 4 docenti. La compliance della platea ha riguardato il 25% delle famiglie dei 137 ragazzi iscritti all’istituto.
La maggior parte dei percorsi ha previsto un unico colloquio, finalizzato generalmente all’orientamento per la scelta delle scuole superiori, problematica posta trasversalmente dai ragazzi di tutte le classi.

Lo sportello ha offerto di base, ad ogni ragazzo che ne ha fatto richiesta, un massimo di 4 colloqui. Nel grafico è possibile vedere la distribuzione dei ragazzi per numero di colloqui. In un solo caso si è arrivati a sostenere 7 colloqui.

Dal confronto tra la numerosità degli utenti divisa per classe e l’effettivo numero di studenti del plesso scolastico, si nota che l’interesse maggiore per lo sportello si è verificato per le classi seconde e terze Incrociando il raggruppamento anche in base al sesso si nota che gli studenti usufruitori nel secondo anno siano per la maggior parte maschi mentre per il terzo in prevalenza femmine.

Fra le numerose tematiche portate, al di fuori delle questioni sull’orientamento per la scelta delle scuole superiori, sono emerse principalmente: il rapporto con la sessualità e la corporeità, che cambia durante la pubertà, e vicissitudini legate alla sfera familiare e amicale.

Conclusioni

Abbiamo notato che l’utenza risulta generalmente sensibile e curiosa. I molti colloqui unici rivelano una precarietà nell’interesse, soprattutto per gli studenti del primo anno. Fra i ragazzi più grandi incontriamo il maggiore impatto ma se il tema dell’orientamento può darne parzialmente ragione, non va sottovalutata l’importanza dei temi secondari che rivelano un bisogno di contenimento, sul piano delle relazioni, concomitante all’intensificarsi dell’esplosione puberale.
Questui dati sono stati raccolti attraverso un setting istituzionale (organizzato a multistrato) in cui una popolazione di fruitori veniva messa in contatto con l’ascolto di un gruppo di esperti, messi a disposizione da un reticolo di enti istituzionali calati in un territorio problematico e conflittuale.
L’impalcatura progettuale con i suoi obiettivi discreti a breve, medio e lungo termine, le sue strutture contenitive (moduli progettuali e riunioni d’equipes) e la sua organizzazione gerarchica (differenziazione dei ruoli e gruppalità concentriche), costituiscono la interpretazione agita messa in atto dall’Associazione in quanto gruppo di lavoro istituzionale. Essa risulta caotica per la sua necessaria elasticità verso i feedback degli enti coinvolti: è la qualità delle energie reagenti che ne determineranno eventuali salti di livello verso complessità maggiori oppure il collasso entropico.

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